Domanda posta da un paziente con emofilia grave:
Ho notato che l'emartro può talvolta passare dopo un po' di giorni anche senza trattamento endovenoso con concentrato. E' corretto adottare inizialmente solo le terapie locali ed il riposo ed usare il concentrato solo nelle forme più gravi?

Risponde la dottoressa Elena Santagostino, del Centro Bianchi Bonomi per la Cura dell'Emofilia, Ospedale Maggiore di Milano:
Il mancato trattamento dell'emartro nell'emofilico oltre a produrre un danno immediato dovuto alla sintomatologia dolorosa ed alla limitazione nel movimento dell'articolazione colpita dall'emartro, che si manifestano sin da quando insorge per poi persistere per molti giorni, dato il lento riassorbimento spontaneo dell'emorragia, può produrre serie conseguenze che si evidenziano più tardivamente. La persistenza di sangue all'interno dell'articolazione produce, infatti, infiammazione che a sua volta facilita ulteriori sanguinamenti, le cosiddette "recidive". In questi casi, la risoluzione degli emartri diventa via, via più difficile ed è spesso solo parziale, determinando l'instaurarsi di un'infiammazione cronica e persistente dei tessuti articolari (sinovite), con limitazione funzionale di lunga durata e tumefazione di discreta entità. L'articolazione colpita da sinovite cronica, bersagliata da ripetute emorragie, diventa sede d'alterazioni irreversibili che s'instaurano lentamente e progressivamente a carico dei tessuti cartilaginei e ossei dando luogo alla cosiddetta artropatia emofilica. L'astensione dal trattamento può quindi segnare il destino di un'articolazione, e ciò è valido in generale per tutti i pazienti emofilici. In caso di emofilia non complicata da inibitore si raccomanda sempre il trattamento con concentrato da attuarsi al più presto dall'insorgenza dei sintomi e da protrarsi sino alla guarigione. Anche i pazienti con inibitore, sebbene in passato abbiano avuto scarse possibilità terapeutiche e siano quindi più diffidenti rispetto ai potenziali benefici conseguenti al trattamento, dovrebbero attualmente sfruttare le opzioni di trattamento domiciliare disponibili che permettono una più rapida risoluzione dell'emorragia
Domanda della madre di un bambino con carenza ereditaria di FVII
Mio figlio deve sottoporsi ad un intervento alle tonsille. I medici mi hanno detto che l'intervento è rischioso perché il bambino ha una carenza ereditaria di Fattore VII. Il bambino non ha mai avuto emorragie, ma potrebbe avere gravi sanguinamenti dopo l'intervento. Che cosa mi consiglia di fare?
Domanda posta dalla madre di un bambino
Il medico ha proposto per il mio bambino di 2 anni con emofilia grave di intraprendere la profilassi. Ricordo che anche mio fratello emofilico ha fatto in alcuni periodi profilassi per una sinovite. Che differenza c'è tra questi trattamenti profilattici?
Domanda posta da un paziente emofilico adulto
Sono affetto da epatite C, non ho nessun disturbo ma le mie transaminasi sono talvolta elevate. I medici mi consigliano solo periodici controlli. Questo tipo di cure sono sufficienti nel mio caso?